Spettacolo vincitore di Teatri del Sacro 2013
Questa è la storia di Orfea, una donna che vive a Gerusalemme nell’anno 1. Vedova di un centurione romano, conduce una vita
tranquilla tra il tempio, la fontana e le chiacchiere con le altre donne. Un giorno, vicino a lei, si trasferiscono due giovani sposi, con lei incinta: sono Giuseppe e Maria. Da quel momento, la vita di Orfea cambia radicalmente. Si prende cura del loro bambino, Gesù, e tra loro nasce un legame profondo, fatto di amore e buon senso. Orfea osserva la crescita di questo Dio-Bambino con curiositàe dolcezza. Lo difende, sostiene, critica e si addolora per “il suo Gesù”, lo ascolta sulla montagna, lo protegge dai detrattori e si rallegra delle promesse mantenute da questo Dio, fino alla Resurrezione.
In scena, pochi oggetti: una cesta, delle lenzuola, uno sgabello e un tavolo. Oggetti semplici, simboli della grandezza del Padre.
La visione di Orfea dei fatti del Vangelo è tenera e concreta, come dovrebbe essere la fede in un Dio fattosi bambino, ragazzo, adolescente e adulto. Una fede fatta di cibo preparato con cura, di acqua presa alla fontana, di rimproveri benevoli, di lunghi cammini per ascoltarlo e di domande profonde.